3 Errori che fai mentre studi senza saperlo Ci sono azioni quotidiane che facciamo senza sapere che riducono parecchio le prestazioni del nostro studio. Scopriamo quali sono.

Durante il periodo di preparazione di un esame universitario, la maggior parte degli studenti commette degli errori apparentemente banali che possono andare a influenzare in maniera importante la qualità dello studio e quindi il risultato finale dell’esame stesso.
Ti proponiamo i 3 più frequenti. Sicuramente anche a te sarà successo di commettere qualcuno di questi.

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Come godersi il primo viaggio studio? Nessuno può dimenticarsi la sua prima esperienza all'estero.

La prima volta in viaggio in una città straniera? Nessuno può dimenticarsi la sua prima esperienza. E’ uno di quei ricordi che restano impressi nella mente per sempre.

E’ una delle migliori esperienze, invece di essere sempre legati ai libri, una delle cose più importanti è vivere e imparare a vivere. E’ un’avventura che cambia la vita, apre a nuovi orizzonti e direzioni. Ma come si fa ad imparare a viaggiare?

Essere delle spugne
Innanzitutto quando si va all’estero per un viaggio studio, bisogna seguire i corsi con attenzione e curiosità, assorbendo tutte le informazioni utili.
Non è un dovere, ma qualcosa che si fa per se stessi e aiuterà a migliorarsi. È un percorso di crescita interiore che darà la sua impronta per diventare, crescendo, un vero a proprio “cittadino del mondo”.

L’italiano è bandito
Una delle prime regole quando si viaggia in gruppo è proprio quella di non parlare in italiano con i propri coetanei. Per questo motivo è meglio stare presso una famiglia, così si è obbligati ad usare la lingua locale. Rivedendosi con i propri compagni, vi divertirete come matti a sentire gli sforzi l’uno dell’altro, ma potrete esercitarvi e sfidarvi a chi diventa più bravo!

Adattarsi
Se si va all’estero è per imparare cose nuove, quindi la capacità di adattamento è fondamentale. Bisogna immergersi nella cultura del paese dove si va, non rifiutare esperienze. Il viaggio studio va affrontato con la maggior apertura mentale possibile. Deve esserci sempre interesse e rispetto verso il “nuovo” e il “diverso”. Solo così si può davvero apprendere il più possibile della nuova cultura. Fate più esperienze diverse possibili.

Provare diversi sapori
La cucina è un aspetto culturale identificativo e importante di ogni paese, quindi è bandita la frase “quello non lo provo perché so già che non mi piace”. Noi italiani sappiamo bene quanto la cucina possa rappresentare un Paese o addirittura una Regione, siamo bravi a cucinare e c’è una cultura del cibo molto elevata, quindi attenzione perché per noi potrebbe essere più difficile voler provare cibi con sapori nuovi, perché abbiamo già l’idea che i nostri siano comunque i migliori. Non limitiamoci a questo, scopriamo e impariamo a capire quanto i sapori possano essere diversi da un Paese all’altro e sopratutto chiediamoci perché sia così.

Stringere Relazioni interpersonali
Può sembrare una cosa scontata ma non lo è, bisogna conoscere persone nuove, farsi nuovi amici, fermarsi a parlare con loro. Non stiamo sempre con un solo gruppo di persone. Stringiamo più legami e contatti possibili, in questo modo, una volta rientrati si può continuare ad esercitare la lingua con i nuovi amici.

Bando alla timidezza
Anche se siamo timidi (diciamolo: è normale, non è facile!) non lasciamo che la timidezza ci tolga la possibilità di vivere a pieno la nostra esperienza. Dopotutto è una vacanza ed è un’occasione che non capita sempre. Nell’indecisione: buttiamoci!

No alla nostalgia
Alcune volte capita di avere nostalgia di casa: basta sapere che non c’è niente di più normale e non bisogna viverla come un problema, basta fare una telefonata, parlare con gli amici e sentire i genitori.
Poi torniamo alla vacanza-studio e concentriamoci sul presente!

Dimenticare lo smartphone
Non si può stare le ore incollati allo smartphone: siamo in viaggio, all’estero e stiamo facendo un’esperienza unica! Viviamola! Concentriamoci su quello che viviamo! Ci si può collegare solo per condividere l’esperienza tramite i social, per il resto lo smartphone deve stare alla larga da voi!

Alternanza scuola-lavoro: le novità

Per la scuola e in particolare per la scuola superiore, sono in arrivo importanti novità a partire dall’a.s. 2017/2018. Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli durante l’audizione dello scorso 26 gennaio sulle linee programmatiche del Miur ha parlato dell’alternanza scuola-lavoro, del nuovo esame di Maturità e della nuova Carta dei diritti e dei doveri degli studenti.

Cos’è l’alternanza scuola-lavoro? E’ un’ esperienza formativa innovativa per unire sapere e saper fare, orientare le aspirazioni degli studenti e aprire didattica e apprendimento al mondo esterno.

Da settembre 2016 per i ragazzi della scuola secondaria di II grado l’esperienza lavorativa è stata potenziata, diventando parte integrante della loro formazione.

Finora l’alternanza scuola-lavoro ha coinvolto per lo più gli alunni degli istituti tecnici e professionali delle quarte classi.

Con la riforma Renzi-Giannini, nell’a.s. 2016/2017 le ore dedicate all’alternanza scuola-lavoro diventeranno 400 nelle scuole professionali e almeno 200 nei licei.

A regime, dall’anno scolastico 2017/2018, saranno coinvolti tutti gli studenti dell’ultimo triennio: circa 1 milione e mezzo.

Prima dell’introduzione dell’obbligatorietà, gli studenti che nell’anno scolastico 2014/2015 hanno svolto esperienze di alternanza, sono stati 270 mila: cifre che corrispondono al 18% del totale degli studenti della scuola secondaria superiore e al 42,3% delle scuole.

Si inizierà con i ragazzi di terza liceo per arrivare a quelli dell’ultimo anno, per i quali l’alternanza avrà un peso sull’esito finale degli esami di Stato. Le modalità di svolgimento delle attività lavorative verranno concordate tra scuola e imprese ospitanti e l’alternanza sarà regolamentata da una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti che è stata presentata al suono della prima campanella dell’anno.

Per ogni alunno verrà, quindi, perfezionato un piano personalizzato che sarà seguito dallo studente, da un tutor in azienda e da un tutor scolastico, che sarà un professore della classe.

Ogni studente, inoltre, avrà la possibilità di esprimere un giudizio personale sull’esperienza on the jobs, al fine di valutare l’efficacia del progetto alternanza scuola-lavoro e la coerenza tra il percorso scolastico intrapreso e l’attività lavorativa.

Ovviamente, tutti gli studenti dovranno lavorare in ambienti consoni, sicuri e congrui e saranno istruiti dalla stessa scuola, ed è questa un’altra novità, circa le norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

Esame di maturità 2018: addio alla terza prova e basterà la media del 6 Cambiamenti per l'esame di maturità 2018 e successivi. Pronti?

Con le nuove regole della Buona Scuola la riforma Renzi/Giannini modifica in maniera consistente l’Esame di Stato a partire dal 2018. Si potrà essere ammessi con la media del 6, condotta inclusa, non servirà più avere la sufficienza in tutte le discipline. Inoltre, per essere ammessi sarà richiesta la partecipazione alle prove invalsi (italiano, matematica, inglese) delle classi quinte con qualsiasi esito e allo svolgimento dell’alternanza scuola lavoro per almeno i tre quarti delle ore.

Sarà eliminata la terza prova, quindi le prove scritte saranno ridotte a due, la verifica di italiano consisterà nella redazione di un testo argomentativo riguardante temi diversi (artistico, scientifico, letterale, ecc.).

Inoltre la tesina per l’esame orale verrà eliminata. La commissione sarà chiamata a proporre un punto di partenza a loro scelta dove verificare le conoscenze dello studente. Una relazione scritta sarà comunque richiesta sull’esperienza dell’alternanza scuola lavoro.

Un’altra novità è l’aumento dei punti di credito: dal 2018 aumenta il numero di punti guadagnabile nel triennio (12 al terzo,13 al quarto e 15 al quinto anno) per un totale di 40 punti di credito, al posto dei 25 attuali. Di conseguenza l’esame avrà meno peso, le prove scritte, come l’esame orale, varranno 20 punti.

Infine cambierà anche l’attribuzione dei 5 punti di bonus. Potranno essere attribuiti solo agli studenti che abbiano ottenuto almeno 30 punti di credito e 50 punti nelle prove d’esame.

Insomma una bella rivoluzione!

LA TESINA IN 3 SEMPLICI MOSSE Come redigerla nel migliore dei modi?

La tesina è un lavoro di approfondimento di un argomento specifico: come farlo al meglio?

Prepariamo la tesina nel migliore dei modi e per fare bella figura davanti a tutti i commissari esterni ed interni.

  1. Innanzitutto individua un’argomento a te interessante, sulla base delle tue proprie attitudini, conoscenze ed esperienze, in modo tale che sia più semplice da scrivere.
  2. Scegli un argomento originale che stupisca i commissari e li renda ben disposti a proseguire l’esame orale. In seguito esegui delle ricerche usando sia fonti primarie come testi, documenti, interviste, ed esperimenti, che secondarie ad esempio aiutandoti con le spiegazioni di altre persone che hanno conoscenze sull’argomento.
  3. Sarrebbe utile inoltre accompagnare la tua tesina anche con tabelle, grafici, illustrazioni per rendere il tutto più interessante, utilizzando anche strumenti multimediali.

Infine concludi con convinzione sostenendo la tua tesi; vedrai che se ci metterai interesse e passione il risultato sarà buono e ti porterà ad ottimi risultati!

COME TROVARE IL PROPRIO METODO DI STUDIO EFFICACE? Cosa significa metodo di studio?

Il metodo di studio è la tecnica che permette di apprendere un determinato argomento nel minor tempo possibile e nel modo più efficace.

Apprendere non è mai stato semplice e spesso può succedere che, pur applicandosi, non si  ottengano i  risultati sperati. Quindi affinché il tempo trascorso sui libri renda il massimo, è necessario trovare un buon metodo di studio.

Qual è quello più adatto ad ognuno di noi? 

Ogni persona ha una capacità di apprendimento differente: c’è chi impara tutto sottolineando, chi ha bisogno di schemi o di mappe concettuali, chi passa ore sui libri o chi invece necessita solo di una concentrazione totale durante le lezioni per ricordare ogni cosa. Insomma: ogni mente ha una propria struttura unica ed inimitabile.

Per strutturare un tuo personale metodo di studio sarà necessario conoscere questi elementi base:

1. Utilizzare Schemi o mappe concettuali

Adatto a chi ha una memoria schematica, ovvero chi da una semplice parola chiave riesca a ricollegare il concetto in modo ampio ed esaustivo. Ciò sarà utile sia in fase  di apprendimento, che in fase di ripasso.

2. Riassunti

Per riuscire ad ottenere il meglio da questo metodo di studio, è necessario prendere gli appunti in classe, ricopiarli succesivamente in modo da ricordare i concetti base.

3. Leggere e ripetere

E’ il metodo di studio classico, utile per coloro che non riescono a rielaborare i concetti in maniera personale e perciò hanno bisogno di affidarsi alle nozioni contenute nel libro. È indispensabile quindi cercare di comprendere ciò che il libro dice, senza acquisire in maniera meccanica ciò che si legge.

…Qual è il vostro metodo di studio? Ne siete soddisfatti o avete ulteriori suggerimenti da dare ai vostri compagni?

Conoscete la moltiplicazione giapponese? Non odiate le moltiplicazioni, usate un nuovo metodo!

Siete sicuri di saper fare le moltiplicazioni?

Esempio: 15 x 12

Le moltiplicazioni possono essere viste come la bestia nera della matematica di base perché per moltiplicare 2 numeri bisogna sapere le tabelline, oppure usare la calcolatrice (come tanti di noi fanno).

Esiste però un metodo molto semplice che viene insegnato ai giapponesi fin da piccoli che permette di eseguire moltiplicazioni di numeri anche grandi utilizzando un metodo “visuale” con linee e punti.

Aiutiamoci per la prima volta usando i colori.

Per eseguire la moltiplicazione “visuale” non serve conoscere le tabelline, basta saper sommare e poco altro.

Facciamo un esempio: prendiamo in esame la moltiplicazione tra 2 numeri come 15 x 12.

Partiamo con la prima decina del n° 15 e tiriamo una riga orizzontale di color arancio.

Subito sotto mettiamo le 5 righe orizzontali che rappresentano il n°5 di 15 in azzurro.

Procediamo adesso con l’altro numero che sarebbe il 12.

Iniziamo anche in questo caso dalle decine, tirando una riga in verticale a sinistra del foglio di colore rosa.

Infine, inseriamo le altre 2 righe verticali in marrone a destra del foglio, che rappresentano le unità.

Ora abbiamo concluso il procedimento e dobbiamo contare tutti i punti in cui le linee si intersecano.

Per trovare il risultato basta mettere correttamente in colonna tutti i numeri. Partendo dal numero 10 andate in senso orario e man mano scrivete i numeri in colonna facendo attenzione ad incolonnare le decine del primo numero con le unità del numero successivo, vedi foto:

Attenzione che nelle 2 aree del riquadro blu i puntini vanno sommati tra di loro.

Il totale viene 180, potete fare la verifica con la calcolatrice le prime volte.